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Alberto Forestieri classe '85, approda al Valdo dopo mezza stagione a Quinto (serie D). Originario di Cornuda, comincia a giocare a 13 anni e trascorre le giovanili tra la locale squadra e il Montebelluna. Da senior gioca a Cornuda in Promozione, transita per Resana, per poi tornare a casa, con una parentesi nel campionato di Prima Divisione nel 07-08. Nella vita è impegnato (si spera) a studiare Ingegneria Civile in quel di Padova.
Perchè la scelta di venire a Valdo?
Questa era la mia idea già quest'estate, ma le cose si sono concretate solo ora. Volevo giocare nel campionato di Promozione, una categoria dove mi sento, per così dire, a "casa", dove si incontrano squadre e giocatori del nostro basket locale e che diventa interessante per questo. Qui a Valdo conosco già bene Fly e Riky (Marcomini e Mazzocato ndr) ed inoltre ho visto tutte le partite in casa della squadra e mi sono fatta una buona opinione dell'ambiente e del gruppo, cosa che ho verificato già nei primi allenamenti svolti
I risultati non hanno avuto un riscontro altrettanto positivo...
Secondo me quando in un gruppo entrano tanti giocatori nuovi ci vuole del tempo perchè si crei l'amalgama giusto. Comunque l'impronta dell'allenatore si vede e il gruppo lavora bene in allenamento e questa è la cosa essenziale per ottenere alla fine dei risultati. É solo questione di tempo
Quali sono le tue caratteristiche come giocatore...
Gioco da 4 e credo di potermi definire come un lottatore che da tutto se stesso e come un buon difensore. Non sono uno che segna 20 punti a partita, ma dovrei avere un discreto tiro da tre, anche se è meglio che sia il campo a dirlo. Mi piace comunque giocare per la squadra e fare le cose che servono per vincere
Se dovessi avere il pallone della vittoria cosa sceglieresti fra:
a) tirare da centrocampo
b) un tiro in penetrazione
c) palleggio-arresto-e-tiro
Sicuramente un tiro da centrocampo! Vuoi mettere l'effetto!
Vediamo se ci prendi con le previsioni. Quali sarà il tuo apporto in termini di cifre ?
Vediamo...
Punti/partita...
6,1
Rimbalzi/partita...
5,4
Percentuale tiri liberi...
70%
Percentuale tiri da 2...
35%
Percentuale tiri da 3...
35%
Non sarebbe male, ti auguro di riuscirci...
Spero di portare la mia mattonella alla causa, fatta soprattutto di entusiasmo e di tanta passione per questo sport. Abbiamo tutto il girone di ritorno davanti e l'obiettivo di ritornare nella zona playoffs. Io ce la metterò tutta ed anche i miei compagni e spero che il pubblico continui a sostenerci, come ha fatto finora: è molto importante.
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IL SALUTO DI COACH MORSELLI
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Appendo lavagna e pennarello al chiodo.
Lascio la pallacanestro e le vesti da allenatore per mettermi dall'altra parte a sostenerVi come primo Tifoso.
Mi rivolgo in primis a voi cari ragazzi, vi dico grazie per tutti questi anni di gioie e sofferenze sportive, con voi sono cresciuto come uomo e come allenatore, spero abbiate imparato qualcosa di importante come l'umiltà e la costanza nelle cose.
Presidente, Consiglieri e Responsabile Tecnico, Vi ringrazio per la fiducia che mi avete dato in questi anni.
Mi son trovato di fronte ad una proposta lavorativa che mi ha costretto ad una scelta immediata e sofferta.
L’under 13 è gia stata affidata alle mani esperte di Lorenzo Frasca, da lunedì sarà il nuovo allenatore, a lui do le chiavi del gruppo e il primo posto in classifica augurandogli un caloroso in bocca al lupo nel proseguo della stagione.
A tutti voi auguro buona continuazione di Campionato e di risultati sempre positivi.
Enrico Morselli
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Andrea Caponnetto chiamato universalmente "Capo" (anche dalla mamma) nasce a Valdobbiadene nel '87, al tempo in cui nel nostro paese nascevano ancora i bambini. Nasce in trasferta, essendo la sua famiglia residente a Montebelluna, ma evidentemente la nostra ultima ostetricia godeva allora di un certo appeal. Incomincia a giocare a basket subito dopo...
Quali sono le tappe della tua carriera?
Ho incominciato a 6 anni, con il Minibasket a Montebelluna. Ricordo che il mio primo istruttore fu Salvatore Strano. Sono stato a Monte giocando fino alla categoria Propaganda (attuali Esordienti). Poi sono andato a Caerano dove c'era Lele Rossi ad allenarmi. Sono ritornato a Monte per giocare con gli Allievi di Paolo Flora, e li la mia carriera si è interrotta a causa di un grave incidente al ginocchio che mi è capitato in una partita contro la Benetton: frattura della rotula e rottura del menisco. Tra interventi e riabilitazione sono stato fermo tre anni, quindi non ho più giocato a livello giovanile.
Quando hai ripreso?
Sono tornato in campo giocando in Prima Divisione a Caerano, tre anni fa. L'anno dopo ero a Castelfranco, con la Virtus in Promozione, ma è stata una brutta annata, con altri due infortuni (sempre giocando contro il Valdo, tra l'altro...) e non ho finito la stagione. A quel punto ero stufo e demotivato, non avevo più voglia ed intenzione di giocare. Ma nell'ottobre successivo mi ha chiamato Checco (Tesser), che mi conosceva per avermi visto a Caerano, e a furia di dai, mi ha convinto a venire a Valdo e provare a ricominciare. Così ci ho ripreso gusto, ed eccomi qua...
Definisciti come giocatore...
Sono una guardia di 180 cm scarsi per meno di 70 chili. In attacco sono più un penetratore che un tiratore, anche se qualche volta capita che la metta con buona continuità. Se mi impegno sono anche un buon difensore...
Quali sono i difetti sui quali stai lavorando assiduamente per eliminarli?
Ogni tanto tendo a prendermi qualche forzatura e questo non va bene. In quanto alla parabola dei miei tiri so che qualcuno ha qualcosa da ridire...
Ti sei prefisso un obiettivo per questa stagione?
Personalmente spero di far meglio della stagione precedente, ma ci vuole poco perchè non sono andato grancchè bene, soprattutto all'inizio. Come squadra credo che il traguardo su cui dobbiamo puntare sia almeno il secondo turno dei playoffs. Parlare di promozione è un pò difficile, con uno squadrone come la Feltrese di quest'anno, anche se non si può mai dire...A noi ci vorrebbe un pò più di convinzione, specie nei momenti difficili, quando andiamo sotto; non dobbiamo mollare, dobbiamo crederci.
Cosa fai nella vita oltre che giocare a basket?
Lavoro in un'azienda agricola come progettista di giardini. Ho infatti frequentato la Scuola Agraria e preso l'indirizzo di progettazione per parchi e giardini. Finchè c'è qualche riccone che si fa fare il giardino è un lavoro reddittizio.
Fuori dal basket che passioni hai?
Ascolto musica. Ho una preferenza per la musica "house".
Quali sono i tuoi idoli cestistici?
Simone Zanella, Marco Belinelli e Kobe Bryant. A decrescere.
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Roberto Ferrone classe '68, è nato a Treviso e risiede a Mogliano. Nella vita è impiegato presso la Benetton. Ha una carriera cestistica lunga quasi come la vita, avendo cominciato a giocare a basket a 7 anni, nel Ginnasium Treviso, per poi passare nelle giovanili della Benetton, dove nel 1987 ha vinto il titolo nazionale nella categoria Juniores, con allenatori come Pasquali e Molin. Da senior è stato 8 anni a Spresiano, fino al traguardo della serie C. Poi ha girato un pò tutta la provincia, tra C, D e Promozione transitando per Carità, San Vendemiano, Carbonera, Zero Branco,... Lo scorso anno è tornato a Spresiano, in serie D.
Come è andato il tuo ultimo anno?
Bene, è stata una buona annata, coincisa anche con la promozione della squadra in serie C. Mi sono trovato bene con il coach Chicco Valente, ed ho trovato i miei spazi, compatibilmente con il mio ruolo e, purtroppo, con la mia età.
Come mai l'idea di venire a Valdo?
Conoscevo Checco Tesser, che mi ha allenato a Carità e poi ho un tifoso personale e di lusso in suo padre! Da giocatore avversario, conoscevo il campo di Valdo e mi piaceva l'ambiente. E' sempre stato difficile vincere qui...
Abitando a Mogliano ci vuole una bella motivazione per affrontare questa esperienza...
Certamente, ma se gioco ancora alla mia età è per la grande passione che ancora ho per questo sport. Sono 35 anni che gioco e finchè il fisico mi assiste continuerò a giocare.
Quali sono le tue caratteristiche come giocatore?
Nonostante l'età mi ritengo ancora un buon saltatore, quindi passatore e difensore. In ultimo tiratore, ruolo che lascio ad altri, più dotati o allenati.
Cosa pensi di poter dare a questa squadra?
Ovviamente la mia esperienza e qualche buon consiglio ai mei compagni più giovani, sperando di disputare un buon campionato e di arrivare più avanti nei playoffs rispetto all'anno scorso.
Ci hanno detto che hai un debole per le scarpe...
Da 30 anni uso solo Nike e ogni anno ne compro un paio nuovo. Così a casa ho una "collezione" di una ventina di paia, solo perchè mia moglie mi ha buttato le più vecchie...
Allora ti vedremo in campo con un paio di "Valdo-scarpe"?
Si. Dovranno avere qualcosa di azzurro e bianco per intonarsi con i colori sociali, le sto ancora cercando, ma i tifosi possono stare tranquilli...
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Coach, un passo indietro: l'anno scorso con il 7° posto in regular season non ti sei sbagliato di molto rispetto al pronostico iniziale che avevi fatto (6°). Qual'è dunque il tuo giudizio sulla stagione passata?
Positivo. Personalmente mi sono divertito molto e credo che l'obiettivo primario che era di creare un gruppo che potesse lavorare e crescere insieme per almeno 2-3 anni, sia stato raggiunto, come dimostra l'entusiasmo con cui siamo partiti quest'anno e il fatto di essere riusciti a coinvolgere nuovi giocatori. Penso sia positivo anche il fatto di aver contribuito a lanciare un giocatore come Stefano Bailo, che ha stupito anche me per l'impatto che ha avuto, specie nelle fasi iniziali del torneo.
Quale è stata la soddisfazione più grande che hai avuto?
La cosa che mi è piaciuta di più è stato vincere più di una partita di stretta misura e grazie a giocatori sempre diversi, a dimostrazione che non dipendavamo da uno solo, ma che il gioco di squadra riusciva a tirare fuori il meglio da ognuno.
E il momento più buio?
La sconfitta in casa con il Pieve, non tanto per la sconfitta in se, ma per l'atteggiamento sbagliato che ha avuto la squadra nell'approcciare la partita, con molti giocatori assenti mentalmente. Una partita, che se vinta, ci avrebbe dato più respiro per affrontare con meno patemi il finale di stagione.
Il mercato estivo ha visto la partenza di Bailo e l'arrivo di Marcomini nel ruolo di "Big Man": cosa perdiamo e cosa acquistiamo?
Con Stefano perdiamo un giocatore che potrà fare bene anche nelle categorie superiori. Con Filippo acquistiamo peso e consistenza sotto canestro e migliore sicurezza e presenza a rimbalzo, specie su quelli di "posizione", dove il fisico e l'esperienza sono determinanti.
Abbiamo perso la bandiera della squadra, Simone Zanella, un play del '75; al suo posto sembrava arrivasse un altro play del '75...
C'era la possibilità che arrivasse Marco Trevisi ed in giro la voce era data per certa. Lui doveva verificare quali erano le sue motivazioni, la voglia di continuare a Trevignano o il desiderio di fare un'esperienza nuova a 34 anni. Alla fine ha deciso di rimanere dov'era, per ora...
Facci un breve profilo dei nuovi giocatori in rosa: Brombal...
Diego ha accettato di mettersi in gioco affrontando un'esperienza al di fuori dei confini di Caerano, dove ha sempre giocato, ed in un campionato come quello di Promozione. Gli servirà del tempo per adattarsi alla categoria, ma ci tornerà utile la sua dinamicità e la sua difesa.
Poloniato...
Anche per lui è un primo anno. Secondo me ha ottime qualità sia in difesa e soprattutto in attacco e avrà le possibilità di mettersi in luce.
Padovan...
Jack è un gran difensore, molto tosto, ricorda un pò il Mulo (Michielin), anche se è fisicamente più forte.
Ferrone...
Dobbiamo ancora vederlo, perchè sta finendo la preparazione atletica con lo Spresiano. L'ho sentito molto entusiasta di questa nuova tappa della sua carriera. Se riuscirà a garantire continuità, il suo apporto di esperienza e fisicità sarà prezioso.
Nel tuo lavoro prevarrà la continuità con quanto già fatto lo scorso anno o ci saranno dei cambi di rotta?
Ovviamente dovrò cercare di adattare il gioco considerando i nuovi giocatori in squadra. Poi errori ne ho fatti anch'io, e cercherò di non ripeterli. Vorrei gestire bene il gruppo, stabilizzarlo e anche con una preparazione atletica più curata evitare i cali di rendimento che abbiamo avuto lo scorso anno. Il gruppo mi piace, lavora bene in allenamento, con entusiaso; i giocatori si conoscono e gli innesti sono validi. Credo che si possa fare meglio dello scorso anno. L'importante è che il pubblico che viene alle partite si diverta a vederci giocare, anche se magari alla fine non si vince.
A proposito di formazioni, anche in casa Tesser ci sono delle novità...
Già...a fine anno diventerò papà, con l'arrivo di Beatrice...
(ndr: Sarà interessante vedere all'opera coach Checco con lo schema-pannolino)
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Francesco Poloniato detto "Cische", classe '89, proviene dal vivaio del Caerano. Lo scorso anno ha cominciato la stagione a Cornuda, in Promozione, ma dopo tre mesi è tornato alla base, non intravvedendo prospettive per lo sviluppo della propria esperianza.
Francesco, quali sono le tue caratteristiche? In che ruolo giochi?
Sono una guardia a cui piace correre, con buone propensioni atletiche. Non ho grandi percentuali nel tiro da tre, quindi preferisco le azioni in palleggio-arresto-tiro o comunque avvicinarmi al canestro. Nell'altra metà del campo mi ritengo un buon difensore, che sa mettere pressione
Cosa ti ha convinto a venire a Valdo?
Conoscevo già il gruppo e sapevo che era buono e che c'era la possibilità di lavorare bene
Quali sono i tuoi obiettivi per questa stagione?
Riuscire a giocare. L'anno scorso ne a Cornuda ne a Caerano, per un motivo o per l'altro, ho trovato spazio...
Quale pensi possa essere il tuo apporto?
Come detto, l'anno scorso non ho praticamente giocato, quindi non so ancora che cosa posso fare in un campionato come quello di Promozione. Per adesso cerco di integrarmi con il gruppo, poi vedremo...
Quali sono le tue prime impressioni dopo questi allenamenti iniziali?
Buone. C'è un gran legame tra i giocatori e tra i giocatori e l'allenatore. E' un bel gruppo.
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Filippo Marcomini è il pezzo da 90 (e più, se si tratta di chili...) della campagna acquisti del Valdo, non fosse altro per provenire da due categorie più in su, la C2 di Riese.
Classe '85, è cresciuto cestisticamente nelle giovanili del Montebelluna, per poi accasarsi a Riese, tra D e C, per 6 stagioni consecutive. Nella vita fuori dal campo è studente di Economia a Venezia.
Filippo, cosa ti ha portato ad accettare il trasferimento a Valdo?
Volevo uscire dalle pressioni del basket di categoria, per ritrovare il piacere di giocare per divertimento, senza essere sempre vincolati dall'ansia del risultato. Per questo ho rifiutato di andare in una società di serie superiore. Quando è uscita la possibilità di venire a Valdobbiadene, ho accettato subito. Ho giocato tutti questi anni insieme a Luca Durighello che conosce questo ambiente e me ne ha sempre parlato bene, così come il mio amico Ricky (Mazzocato), che gioca qui da qualche anno
Come ti descriveresti da giocatore?
Sono un'ala-pivot con inclinazioni più difensive che offensive. In attacco sono più pericoloso nel tiro da fuori che sotto canestro: le mie azioni caratteristiche sono il tiro da tre sullo scarico delle guardie, oppure il gioco in pick-n-roll seguendo l'azione in mezzo all'area.
Qual'è stata finora la tua partita più bella?
La classica vendetta dell'ex: la finale dei play off contro il Montebelluna al quarto anno che ero a Riese. Partita vinta di un punto in trasferta...
Arrivi al posto di Bailo, nella scorsa stagione in testa alla classifica dei punti, dei rimbalzi e delle palle recuperate. Un'eredità pesante?
Tengo a precisare che sono un giocatore molto diverso rispetto a Bailo. Mi concentro molto più sul gioco di squadra piuttosto che curare le mie statistiche. Alla classifica dei rimbalzi posso comunque pensarci...So che ci si attende molto da me ed io posso garantire di avere l'esperienza e la capacità di gestire le situazioni anche quando il gioco si fa caldo...
Dopo i primi allenamenti, che idea ti sei fatto della squadra?
I ruoli sono tutti coperti, e non c'è una prima donna che ruba la scena agli altri. Tutti sanno fare il loro e tutti si impegnano, almeno vedendo quanto corrono...
Quali sono i tuoi obiettivi per la stagione?
Vincere il campionato. Comunque fare meglio dell'anno scorso, anche solo dando maggiore continuità di risultati durante la stagione. Se si perde, perdere di 2, non di 20. Individualmente vorrei ritrovare la confidenza con il gioco sotto canestro, dopo anni vissuti a fare da "spalla" al gioco altrui.
Hai un tuo numero di maglia preferito?
L'11. Quello di Botter. Sto trattando la cessione, ma la vedo dura...
A Valdobbiadene ti abbiamo già visto però...
Certo, ho partecipato due volte al torneo di Prà Cenci, sempre in squadra con Durighello. Un volta abbiamo vinto e l'altra siamo arrivati secondi.
Con queste ultime indiscutibili referenze non possiamo fare a meno che aspettarci grandi cose da Filippo.
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